tatagioiosa e il fallimento delle mamme tigre

Qualcuno lo sa già: sono un’oppositrice della prima ora della scolarizzazione precoce. Così, quando ho letto l’interessante pezzo d’opinione della giornalista di Repubblica Maria Novella De Luca sul tramonto delle cosiddette “mamme-tigre”, non ho resistito ed ho commentato.

Quando ero piccola (generazione baby-boomers) andava di moda anticipare l’ingresso a scuola a cinque e, a volte, anche a quattro anni. Forse qualcuno lo avrà notato: il compagno delle superiori che veniva bocciato quasi sempre era andato a scuola un anno “avanti” (ma avanti per cosa?).

Insomma, i nostri bambini avranno o no il diritto di giocare in santa pace per qualche anno, come si è sempre fatto almeno dall’antica Grecia in qua? Giocare non vuol dire sprecare il tempo: è un gesto formativo che vale per la vita, serve a misurarsi con le proprie capacità corporee, a trovare un luogo nel mondo, a saper coltivare l’interiorità. E potrei continuare a lungo, ma non ho tempo, sorry!

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Profumo di Pasqua

Uova PasquettaTavola Pasquetta1Sorpresa Uovo

La nostra tavola di Pasquetta: uova colorate con i pastelli di cera naturale, salumi e pane buono. Con finale di sorpresa “equa e solidale”.Tavola Pasquetta     E la vostra Pasqua?

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La scuola rurale, questa sconosciuta

25026-laura-boldriniIn questi giorni, dopo l’elezione a presidente della Camera di Laura Boldrini, si è parlato della scuola rurale. Personalmente non la conoscevo. Sì, forse ne avevo qualche vago ricordo a proposito di aree remote della terra. Ma non avrei mai immaginato che fino a qualche decina di anni fa ci fosse questo genere di istruzione scolastica, un po’ diversa da quella tradizionale.

Per quello che ho potuto leggere, la scuola rurale nasce come esigenza di coprire territori isolati, dove spesso i bambini finivano per andare a lavorare senza nessuna istruzione. Gli insegnanti ingaggiati erano per lo più sacerdoti, perché erano in pochi ad accettare un incarico mal pagato e piuttosto sacrificato. I maestri dovevano, infatti, stabilirsi in un edificio simile ad una casa, interamente dedicato alla scuola. Alcune ore della giornata venivano occupate nelle attività agricole, in un orto adiacente.

Guardate ed ascoltate qui l’interessante ricordo che ne ha un anziano signore, figlio di un dipendente della centrale idroelettrica del Volturno (Campania).

Avete qualche informazione in più sulla scuola rurale? Ne esistono ancora in Italia? E, se sì, dove?

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Ma in che stagione siamo?

Parco della MandriaAlberi spogli, sole un po’ debole, prati ancora chiazzati di marrone e senza fiorellini: qui la primavera stenta a decollare! Oggi, secondo i meteorologi sarebbe il primo giorno della dolce stagione. E chi se ne è accorto?!

Primavera vien danzando, vien danzando alla tua porta… (“Doni” di Angiolo Silvio Novaro). Chissà se evocandola arriva davvero.

E da voi come va da questo punto di vista?

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In vacanza con i figli, stress a parte

Tempo di programmare le vacanze? Non dico che sia la soluzione ideale, ma il sito del turismo spagnolo si è già portato avanti e presenta una serie di proposte interessanti mirate al viaggio con figli al seguito.

Pare che gli spagnoli abbiano ben presente il problema dei genitori pressati dalle lamentele dei bambini che si annoiano in vacanza. E, di conseguenza, l’Ufficio del turismo abbia messo a punto una serie di alternative che vanno dai parchi a tema, ai musei con sezioni dedicate, alle oasi naturalistiche, perlomeno per quel che riguarda la capitale Madrid e i suoi dintorni.

Personalmente non ho mai avuto questi problemi (non fino in fondo, almeno), ma ho amiche letteralmente ossessionate da che cosa far fare ai bambini in vacanza. Dicono che i piccoli si annoiano, non sono abbastanza stimolati, oppure non prestano attenzione alle mete culturali. Non parliamo degli adolescenti: non ne vogliono sapere di andare in vacanza con i genitori, vorrebbero rimanere in città con i loro amici.Vacanze 2013

Vista dalla parte dei genitori, si tratta di una lamentela comprensibile, perchè i piccoli tiranni (tali sembrano) non consentono agli adulti di godersi le meritate vacanze. Se, però, con il pensiero andiamo alla nostra infanzia, chi si è mai annoiato in quel tempo fuori dagli impegni scolastici, che venisse passato al mare, in montagna o in città? E allora? I bambini di oggi sono così esigenti e diversi da quelli di ieri?

Innanzitutto bisognerebbe tener conto dell’età: non si può pensare che un bambino di sette-otto anni muoia dalla voglia di vedere i monumenti e non per questo dobbiamo preoccuparci che rimanga un ignorante per tutta la vita. Viceversa è forse un po’ riduttivo far trascorrere l’intera estate ad un adolescente nel residence dove andava in carrozzina, anche se ci sono gli amici delle vacanze di sempre. Si rischia di far crescere un “provinciale” delle ferie.

Gli equilibri non sono facili, questo è certo. Oggi ci sono innumerevoli stimoli in più rispetto a quelli della nostra generazione. Ciò non toglie che un bambino piccolo abbia dei ritmi propri, dettati dalla sua natura specifica; ovvero ha bisogno di orari fissi e contenuti, di abitudini, di volti conosciuti. Un bambino un po’ più grande avrà maggior bisogno di ritrovare le amicizie di sempre, di iniziare, ad esempio, a dominare il nuoto nello specchio d’acqua che conosce. E un ragazzo (o una ragazza) tornerà volentieri per qualche settimana nel posto di sempre; ma troverà giovamento da una breve esperienza all’estero, o a casa di qualche amico dove sperimenterà un modo diverso di vivere la vacanza e la famiglia.

E voi? Avete già fatto progetti per le ferie estive, per voi e per i vostri figli?

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Jovanotti, il folletto che piace ai bambini

Lorenzo negli stadi 2013, ticketone.itIn tutte le città d’Italia sono iniziati ad apparire i manifesti del tour 2013 di Jovanotti. “Lorenzo negli stadi” inizierà il 7 giugno ad Ancona e si concluderà il 20 luglio a Cagliari.

I biglietti costano fra i 40 e i 60 euro circa. Prezzi non proprio popolari, quindi, ma c’è da scommetterci che ci sarà il pienone. Altrimenti non si spiega perché li venderebbero già da adesso.

Ma qual è il segreto di Lorenzo Cherubini? Non certo una voce intonatissima (anche se molto personale) o capacità autorali fuori dalla norma. Il segreto, secondo me, è che se la cava un po’ in tutto mettendoci, però, tanto tanto di quel quid che la maggior parte degli artisti (e delle persone in generale) fatica ad esprimere: se stesso.

Insomma Lorenzo piace e, fateci caso, piace molto anche ai bambini. I bambini si accorgono bene se qualcuno si mette in gioco oppure no. Non se sia una persona buona, nel senso tradizionale del termine, o se faccia cose proprio adatte a loro. Si accorgono, però, se qualcuno sta cercando davvero di esporsi con tutte le sue capacità. Quindi, tutti a cantare “Sono un ragazzo fortunato”, “Bella”, o “Stella cometa”; un folletto un po’ dinoccolato ballerà nel loro immaginario e avrà portato a termine una mission impossible: far cantare spensierati i figli insieme ai genitori.

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Le donne del domani

Piccole donneChissà che cosa pensano, sognano, amano le piccole donne del domani…

Auguri a tutte!

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