Tempo di programmare le vacanze? Non dico che sia la soluzione ideale, ma il sito del turismo spagnolo si è già portato avanti e presenta una serie di proposte interessanti mirate al viaggio con figli al seguito.
Pare che gli spagnoli abbiano ben presente il problema dei genitori pressati dalle lamentele dei bambini che si annoiano in vacanza. E, di conseguenza, l’Ufficio del turismo abbia messo a punto una serie di alternative che vanno dai parchi a tema, ai musei con sezioni dedicate, alle oasi naturalistiche, perlomeno per quel che riguarda la capitale Madrid e i suoi dintorni.
Personalmente non ho mai avuto questi problemi (non fino in fondo, almeno), ma ho amiche letteralmente ossessionate da che cosa far fare ai bambini in vacanza. Dicono che i piccoli si annoiano, non sono abbastanza stimolati, oppure non prestano attenzione alle mete culturali. Non parliamo degli adolescenti: non ne vogliono sapere di andare in vacanza con i genitori, vorrebbero rimanere in città con i loro amici.
Vista dalla parte dei genitori, si tratta di una lamentela comprensibile, perchè i piccoli tiranni (tali sembrano) non consentono agli adulti di godersi le meritate vacanze. Se, però, con il pensiero andiamo alla nostra infanzia, chi si è mai annoiato in quel tempo fuori dagli impegni scolastici, che venisse passato al mare, in montagna o in città? E allora? I bambini di oggi sono così esigenti e diversi da quelli di ieri?
Innanzitutto bisognerebbe tener conto dell’età: non si può pensare che un bambino di sette-otto anni muoia dalla voglia di vedere i monumenti e non per questo dobbiamo preoccuparci che rimanga un ignorante per tutta la vita. Viceversa è forse un po’ riduttivo far trascorrere l’intera estate ad un adolescente nel residence dove andava in carrozzina, anche se ci sono gli amici delle vacanze di sempre. Si rischia di far crescere un “provinciale” delle ferie.
Gli equilibri non sono facili, questo è certo. Oggi ci sono innumerevoli stimoli in più rispetto a quelli della nostra generazione. Ciò non toglie che un bambino piccolo abbia dei ritmi propri, dettati dalla sua natura specifica; ovvero ha bisogno di orari fissi e contenuti, di abitudini, di volti conosciuti. Un bambino un po’ più grande avrà maggior bisogno di ritrovare le amicizie di sempre, di iniziare, ad esempio, a dominare il nuoto nello specchio d’acqua che conosce. E un ragazzo (o una ragazza) tornerà volentieri per qualche settimana nel posto di sempre; ma troverà giovamento da una breve esperienza all’estero, o a casa di qualche amico dove sperimenterà un modo diverso di vivere la vacanza e la famiglia.
E voi? Avete già fatto progetti per le ferie estive, per voi e per i vostri figli?