In questo periodo si fa un gran parlare dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Quale occasione migliore per partecipare al
sulla storia, proposto da Palmy?
Personalmente sono sempre stata una fan del Risorgimento Italiano, che credo sia stato uno dei periodi più gloriosi per la nostra martoriata Penisola. Ma non avevo mai riflettuto veramente sui protagonisti del Risorgimento. I nomi che ci risuonano dalla scuola sono quelli di Cavour, Mazzini, Garibaldi. Ma che dire, ad esempio, di Goffredo Mameli, l’autore del nostro inno nazionale, “Fratelli d’Italia”? Era un giovane che morì a soli 22 anni, in seguito all’amputazione della gamba, ferita in battaglia.
E Luciano Manara, al quale è intitolato un liceo classico di Roma? Morì a 24 anni durante la difesa della Repubblica romana (1849), dopo essere stato fra i protagonisti delle cinque giornate di Milano. Gli stessi Mille della spedizione Garibaldina comprendevano molti adolescenti, infervorati dall’ideale Italiano.
Insomma, il Risorgimento, così come tanti avvenimenti della storia, è roba da ragazzi; nel senso che ne sono state protagoniste persone giovani o giovanissime. Oggi, al confronto, viviamo in un gerontocomio… E’ vero che la storia, come dicono gli psicanalisti, ha a che fare con il senso della morte e, quindi, di solito non è troppo amata dagli studenti. Ma è anche vero che, guardando il passato, ci si domanda per tempo “che cosa voglio fare della mia vita, prima che siano gli adulti a deciderlo? Per quali pensieri, emozioni, ideali, vale la pena vivere e, a volte, morire?”. Potrebbe essere una valida chiave di narrazione.
Meditate, insegnanti, meditate…


Grazie di questo spunto di riflessione, hai trovato libri o siti interessanti a tal proposito?
Non libri o siti particolari, ma uno spunto per una valida gita scolastica: “Tutt’altra Italia io sognavo“, una mostra su Garibaldi allestita a Castel Sant’Angelo, a Roma, e aperta fino al 3 aprile. Ciao!