Prendo parte al
lanciato da Palmy di Mens Sana in occasione dell’anniversario della nascita di Pierre-Auguste Renoir, virtuosissimo pittore francese annoverato nella corrente impressionista, ma non solo. Renoir è fra gli artisti che più hanno ritratto i bambini e le madri, dandoci, così, modo di conoscere da vicino il quotidiano delle famiglie in un’epoca in cui le foto erano estremamente rare.
Per l’occasione, vi ripropongo uno stralcio di uno dei miei primi post, che, però, rimane tra quelli più visitati del blog, “L’arte di essere madre”.
L’arte di essere madre
Vi siete mai accorti che, a parte Gesù bambino e Giovanni Battista, non c’è traccia di bambini nell’arte? Abbiamo idea di come vestivano o dell’espressione che avevano uomini e donne di qualche secolo fa, ma non dei bambini. Forse sarà per via delle loro vite, spesso anticonformiste e in qualche caso un po’ perverse, che i pittori hanno preferito ritrarre corpi e volti femminili e maschili.
Eppure qualche artista che ha intuito la potenzialità poetica e l’intensità del mondo dell’infanzia c’è. Innanzitutto, Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), che non era il prototipo del pittore maledetto: adorava la moglie e viveva fra tate e zie che accudivano i suoi tre figli (maschi).
Guardate che calore emana questa scena casalinga con suo figlio Jean (poi diventato un famoso regista) che gioca in braccio a Gabrielle, sorella della moglie di Renoir e tata di famiglia.



Begli spunti, grazie! Pubblico oggi con ritardo il resoconto di questa puntata di Teachable moments…
Vado subito a vedere!!
è vero, i bambini non sono ritratti molto, e quando lo sono, come in Velazquez, sembrano delle miniature di adulti, anche perché il concetto moderno di infanzia è abbastanza recente. Renoir è uno di quei pittori che adoro, come tutto l’Ottocento francese!
Spunto interessante. In effetti quello è stato proprio il periodo di nascita delle grandi teorie pedagogiche.