Soffia il vento, urla la bufera…

Un tempo così pazzo e brutto proprio non l’aveva mai fatto. O almeno è quanto pensiamo da qualche anno in qua, ogni volta che inizia l’autunno. E per chi ha un bambino in casa il cruccio del brutto tempo diventa il problema numero uno: “che cosa gli faccio fare”, pensiamo. Oppure, “che strazio tutto il giorno in casa, mi diventa isterico”.

Proviamo a guardare la cosa da un altro punto di vista. Non sarà che siamo noi ad aver paura di annoiarci? Oppure ci sentiamo in colpa perché pensiamo di dover stare con lui facendo a tutti i costi qualcosa di divertente?

Niente di tutto questo: i bambini spesso (e sottolineo spesso) hanno bisogno di non fare niente. Sì, lo sappiamo, ci mettono in croce con mille desideri. Ma accade perché non sanno ancora bene ciò che vogliono veramente. Il mondo a loro appare tanto vasto e pieno di opportunità (in questo noi adulti potremmo imparare una bella lezione) e oggi gli stimoli sono in agguato ovunque. Ma loro non sanno, non possono sapere, quanto può essere salutare un bel pomeriggio di sana noia. Questo dovremmo saperlo noi, ma lo abbiamo dimenticato.

I nostri nonni queste cose le sapevano molto bene. E ci facevano passare pomeriggi immersi in attività lente e ripetitive, semplici e quotidiane. Personalmente ho impastato farina per ore sul tavolo di marmo di mia nonna, ho ricamato disegnini fatti da me sulla tela, al massimo si andava in un grande prato incolto e bellissimo a raccogliere la cicoria e a cuocere le mele. Il tutto accadeva a Roma, in città, non in estrema periferia. A queste attività naturalmente partecipava anche mio fratello, nessuno si sognava di obiettare che erano cose da femmine. Erano attività lente e rassicuranti che qualunque bambino dovrebbe poter assaporare. Inoltre era tutto gratis: altro che parco giochi.

E’ un pomeriggio freddo e piovoso: meditiamo e prepariamo un buon dolce…

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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