Gli occhi del cuore

Quelli sì, sono i veri occhi del cuore. Non c’è parodia delle fiction che tenga (qualcuno conoscerà la serie con Francesco Pannofino e Caterina Guzzanti), di fronte agli occhi di un bambino che è giunto da qualche giorno, o al più da qualche mese, nel nostro mondo un po’ sballato.

Sull’autobus mi sentivo fissata da due cerchietti neri profondi e scuri. Mi giro e li fisso, ma loro si abbassano pudicamente. Dopo un po’ riesco a incrociare lo sguardo di quel bambolotto che avrà avuto otto o nove mesi e scopro che sono gli occhi più saggi e misteriosi che abbia mai visto.

Stessa scena davanti ad un asilo. Stavolta la bimba ha qualche mese in più, ma nello sguardo, la consapevolezza di un anziano guru. Chissà da dove arriva tanta profondità, una capacità di scrutarti dentro, insospettabile in un esserino che a malapena svolge le funzioni corporee. C’è un grande enorme mistero in tutto questo. I bambini hanno tanto da insegnarci, dobbiamo metterci in ascolto, non solo delle loro parole (o mugugni, versetti e pianti), ma di tutto il loro essere corporeo. Il corpo: è il loro mezzo unico, immediato, per farsi ascoltare da noi e per conoscere il mondo. Per un momento lungo solo pochi anni, diciamo fino ai tre, abbiamo la possibilità di usare il nostro corpo come fanno loro e sintonizzarci sul canale dei bambini piccoli. Su quel canale si trasmettono gesti primordiali e irripetibili che dopo qualche anno non vedremo più manifestarsi. Gli occhi del cuore che vanno in onda nella vita.

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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