Aprile: la vita oltre la vita

Sono stata a un funerale. C’è una sinistra bellezza in queste cerimonie. Ognuno è ciò che è, via le maschere della vita di ogni giorno; persino la predica sembra più credibile di quella di una messa qualunque.

A quanto pare, più cerchiamo di rimuovere la morte nella nostra società, più la morte assume il ruolo di misura della verità. In un mondo nel quale si finge continuamente, arriva il momento in cui una persona che è andata dall’altra parte ci parla in un modo diverso. Il suo modo ha il taglio della verità, non possiamo più sfuggirle.

E’ forse per questo che alcune persone che pensavi avresti visto, non si presentano. E’ sempre per questo che chi di solito si sottrae, in questo caso trova il modo di esserci.

“April is the cruellest month”, “Aprile è il mese più crudele”, scriveva Thomas Stearns Eliot

“Aprile è il mese più crudele, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia di primavera.”…

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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2 risposte a Aprile: la vita oltre la vita

  1. Geillis ha detto:

    Purtroppo quest’anno me ne sono toccati due, di persone per me fondamentali…pensi che il giorno più brutto sia quello dell’ultimo addio, e invece il dolore ti rimane dentro, non se ne va neanche mesi dopo, come un buco nero e freddo…

  2. Laura ha detto:

    “April is the cruellest month” è un verso che risuona dentro di me da quando l’ho scoperto – nel poema di T.S.Eliot – ai tempi del liceo. Ogni anno, da allora, ogni Aprile, lo vedo riaffiorare alla memoria, più vero e potente che mai. Ho sempre pensato che Eliot sia stato geniale, nel dare questa definizione: per quanto mi riguarda, si tratta di un mese sempre estrememente faticoso, quasi insopportabile. Un mese “quaresimale” prima della magnificenza e del conforto del mese che segue: Maggio, il “mio” mese.

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