Un pomeriggio da incubo

Qualcuno si chiederà che cosa sarà mai successo. Semplicemente ho portato mia figlia alla prima (e ultima) lezione di un corso intensivo di nuoto e ho scoperto un universo sconosciuto.

Ho scoperto, ad esempio, che ci sono genitori disposti a qualsiasi cosa purché il figlioletto impari a nuotare. Dev’essere davvero una pecca mortale non saper nuotare se io genitore sono disposto ad aspettare un’ora e dieci in piedi sotto al sole e dietro a una siepe, che si trova a debita distanza di sicurezza, mentre mio figlio di tre anni urla e piange dal primo all’ultimo minuto. Per fortuna c’è l’istruttore che pensa a tutto: prima di farli entrare in acqua fa lo spiritoso, “sicuro che li rivolete vivi?”, poi, una volta entrati urla “sta’ zitto!”. Pedagogia avanzatissima, evidentemente, sono io che non sono aggiornata. Qualche mamma, oltre la siepe, il dubbio se lo fa venire: “Ma sarà il caso di continuare a farli piangere?”. Ma poi, conclude: “Ma sì, anche mio fratello manda la figlia di due anni in piscina!”.

Quanto a mia figlia, hanno pensato bene di farle passare la paura dell’acqua alta con un vecchio metodo che funziona sempre: una bella spinta e via. Poco importa che la bambina abbia tremato, più dalla paura che dal freddo, per tutta la lezione e poi fino al rientro a casa. Poco importa che gli abbia spiegato chiaramente ( perché ha l’età per poterlo fare) che non sa nuotare assolutamente e che ha paura dell’acqua alta. “Vai, nuota a cagnolino almeno fino a metà corsia”, la imbonisce l’istruttrice, una che prima di istruire gli altri andrebbe istruita lei a dovere.

Nel frattempo, decine di nanetti urlanti (più o meno venti per corsia, non sto esagerando) cercano di difendersi come possono da questa tortura che molti presenti hanno l’ardire di definire divertimento. “Nuotare è bello, guarda gli altri bambini come si divertono!”, sentenzia la mamma del bambino che non ha mai smesso di piangere.

Adesso io mi chiedo: va bene che i gestori della piscina sono disposti a tutto pur di guadagnare, ma a voi genitori, non ribolle il sangue? Io stavo lì lì per scavalcare la siepe e il risultato finale è che oggi devo tornarci per reclamare i miei soldi, ovviamente pretesi in anticipo sulla base della chiara fama del centro sportivo. Ok, ci sono cascata. Spero che almeno questo post possa servire a qualcuno o a qualcosa.

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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2 risposte a Un pomeriggio da incubo

  1. maaleesh ha detto:

    oggesu’!!! io sono fortunata che la mia non ha queste paura, ma non accetterei mai di costringerla cosi’. purtroppo a volte confondiamo quello che vogliamo noi con quello che sarebbe bene per i nostri figli… spero di non fare mai questo errore…

    • tatagioiosa ha detto:

      Carissima, grazie della visita. Ma sei tornata in Libano? Quanto dura questa vacanza? Beata te! L’Italia, per andare in vacanza, è davvero il paese più bello del mondo.

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