Di che cosa ha bisogno un bambino piccolo

Care mamme che avete un bambino molto piccolo e vi state scervellando per capire come fare a settembre per tornare a lavorare, è con voi che voglio parlare.

Diciamo, innanzitutto, che cosa sarebbe giusto fare. Un bambino appena nato, fino all’età di tre anni, avrebbe bisogno di stare con la sua mamma. E per mamma intendo proprio la mamma, non nonne, zie, cugine, sorelle, baby sitter, che tutt’al più possono servire a sollevare voi dalle fatiche del quotidiano. Di solito, si verifica questa situazione: i personaggi di cui sopra si presentano a casa vostra spesso e volentieri, ma non per cucinarvi la cena o farvi una lavatrice; no, loro si spupazzano il pupo e voi lì a lavorare in casa.

Ecco che la sindrome da soffocamento incombe: 24 ore al giorno con un neonato è decisamente troppo per una donna di oggi, qualunque sia la sua età e il suo spirito materno. A volte si cerca una soluzione portandosi dietro il fagottino ovunque: al supermercato, a cena fuori, alle feste dei fratellini, persino al mare nelle ore più calde. Non so come dirlo, ma, a costo di sembrare più rigida di una mazza di scopa, lo dirò: non fatelo.

Di che cosa ha bisogno quel bambino? Inanzitutto di essere contenuto e curato. Poi di ritmi nel corso della giornata: non li ha naturalmente, come qualcuno vorrebbe farvi credere, glieli dovete dare voi.

Qui, la giornata tipo di un lattante o comunque di un bambino nei primi tre anni di vita: sveglia al mattino piuttosto presto, colazione, cambio e cure (carezze, massaggini, sorrisini della mamma), una breve passeggiata NEL VERDE (!), ritorno a casa e pranzo intorno alle 12. Poi un sonnellino, che tenda ad essere una bella dormita di un paio d’ore (e qui potete un po’ rilassarvi), risveglio, cambio,  merenda, giochini vari, un po’ (pochissima) socialità con bambini più grandi e adulti. Infine un bagnetto e una cena piuttosto presto (diciamo intorno alle sette), cambi e coccoline varie e poi a nanna per almeno 12 ore di fila (a meno che non lo allattiate ancora, cosa che dovrebbe andare avanti non oltre i sei mesi).

Questo mondo ideale necessita, forse, di qualche compromesso. Almeno dopo un po’ di tempo. Almeno se subentrano (e subentrano sempre) altre necessità. Come fare?

Il seguito alla prossima puntata.

Leggi anche:

Il giusto sonno

Come sopravvivere ai primi tre anni del bambino (godendoseli!)

Allattare o svezzare: questo è il problema

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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