Come sopravvivere ai primi tre anni del bambino (godendoseli!)

Care mamme di un bambino sotto i tre anni, eravamo rimaste alla giornata e ai ritmi ideali per un bambino piccolo. Riassumendo: sane abitudini, possibilmente sempre le stesse, ritmi nella giornata, cura, contenimento, pochi stimoli. Queste sono le parole chiave per proseguire con successo.

Arriva, comunque, il momento in cui non ci si sente più una donna o anche solo una mamma, ma una sorta di mammifero ciabattante. E l’idea non ci piace. Che fare? Il primo istinto sano è naturalmente quello di farsi aiutare. Il consiglio è di non farsi prendere la mano. Insomma, non ha senso passare dalle 24 ore dentro casa dietro al bebè alle 18 ore fuori casa, fra lavoro, palestra, aperitivo con le amiche, come se niente fosse successo nel frattempo, anche se poi siamo rose dai sensi di colpa. Quindi, sconsiglio la scelta di baby sitter e tate 8-18, così come di nonne lungorario (che poi vi sfiancheranno rinfacciandovelo per tutta la vita o peggio ancora appropriandosi subdolamente dell’educazione del bambino). Sconsiglio anche il nido 8-18. Il nido è un terreno minato, va scelto con la massima cura, le ore di permanenza vanno ridotte il più possibile e l’ingresso rimandato all’età più alta possibile. Dedicherò uno spazio specifico all’argomento nido.

Allora, se possibile ancor prima di partorire, scegliamo una persona di fiducia, anche di famiglia se non possiamo permetterci altro o se ci fidiamo di più; e pensiamo di lasciarle il pupo solo, SOLO, qualche ora al giorno, possibilmente di mattina quando è meno stanco. Potete pensare di far venire a casa la vostra alleata (perché così dovete considerarla) o utilizzare la sua abitazione, se vi piace. Oppure potete inserire il bimbo in un nido familiare, che di solito funziona per qualche ora al giorno, facendo attenzione all’approccio della mamma-educatrice. Un’ottima soluzione mi sembra anche quella indicata da Federicasole in questo post. Pur fra mille legittime titubanze da neo-mamma ed ex educatrice, Federica ha trovato un nido che offre la vendita di pacchetti orari, da consumare mano a mano che se ne ha bisogno. Non so se ne esistono in tutte le città; io, ad esempio, non ne avevo notizia.

Qualcuno si domanderà il perché di tanta gradualità e di tante accortezze. Il bambino piccolo è ancora in profonda comunione fisica e spirituale con la mamma e con il mondo che lo circonda. Sta ancora lavorando con tutte le sue forze all’adattamento nel mondo e ciò che a noi sembra scontato è frutto dell’evoluzione di millenni: il suo sperimentare il mondo che lo circonda attraverso il movimento, portando gli oggetti alla bocca, con il linguaggio, imparando a camminare, è il risultato miracoloso di qualcosa che il bimbo porta dentro come possibilità, ma che non è affatto detto che si metta in moto automaticamente e nella maniera più sana. Tutto questo lavoro va assecondato e non deve trovare interferenze nel suo cammino, interferenze spesso rappresentate dalla nostra ansia di fornirgli stimoli.

Come faccio a dire tutto questo? Seguite il filo del discorso (siamo solo alla seconda puntata) e provate per credere.

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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2 risposte a Come sopravvivere ai primi tre anni del bambino (godendoseli!)

  1. maaleesh ha detto:

    mammifero ciabattante all’appello. 😀
    sara’ che son proprio sola qui, sara’ che mollarla al nido, anche solo per poche ore la mattina, mi sembrava sbagliato (ha 1 anno e 8 mesi), ma 24/7 da quando e’ nata e’ davvero tanto. a settembre mi arrendo e la porto al nido. e’ che questa sensazione di non esistere piu’ mi fa stare male. lei si e’ attaccata molto, altro che comunione, non posso nemmeno cambiare stanza!
    tra i tuoi preziosi consigli ce ne sara’ qualcuno per la battaglia che sto facendo dentro di me? non la vorrei portare perche’ egoisticamente anch’io sono molto attaccata a lei, ma la vorrei portare perche’ non ce la posso fare… 😦

    • tatagioiosa ha detto:

      Certo,cara. Avrai una quantità di consigli (richiesti e non) dal mio prossimo post sul nido. Nel frattempo posso suggerirti di iniziare a pensare a soluzioni intermedie. A presto!

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