Quant’è buona la parmigiana

E’ forse il mio piatto preferito, sicuramente quello preferito dell’estate: la parmigiana di melanzane, ma fatta con la ricetta di mamma’. Eccola qui.

Prendete tre o quattro melanzane lunghe, togliete la parte superiore e inferiore e tagliatele a fettine abbastanza sottili. Friggetele in abbondante olio (ve ne assorbiranno una gran quantità). A questo punto le brave massaie precise lasceranno le fette di melanzane a scolare per una notte intera con un peso sopra. Io che sono meno precisa e più sbrigativa, faccio a meno dell’olio nel sugo e non le scolo.

In una teglia (coperta con la carta forno oppure con olio e pangrattato) Inizio a stendere le melanzane e le ricopro con un sugo a freddo fatto con pomodoro fresco, sale, foglie di basilico e cipolla. Nel frattempo ho cotto due uova sode che taglierò a fettine e che disporrò qua e là, a strati; insieme alle uova sode, metto qualche pezzetto di mozzarella e spolvero del parmigiano grattuggiato. Si va avanti così, a strati, con sugo e ingredienti fino ad esaurimento delle melanzane. Alla fine si ricopre il tutto con un ultimo velo di sugo e parmigiano e si inforna per mezz’ora circa, controllando che la crosticina non si bruci troppo.

Che acquolina in bocca! Esco a comprare le melanzane.

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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7 risposte a Quant’è buona la parmigiana

  1. maaleesh ha detto:

    purtroppo a me le melanzane non piacciono. di solito le sostituisco con le zucchine. molto meno saporito il piatto, ma buono lo stesso. provero’ anche la tua versione, sempre di zucchine pero’! e un grazie a manuela per la storia. mi piace molto scoprire le origini delle parole, dei modi di dire, dei nomi

  2. carina questa versione e sarà buona, buona immagino…te la posso raccontare una cosa? per alcuni la parmigiana nassce in Campania, ma per altri in Scilia…la mia terra…:) dunque il nome di questo piatto delizioso di cui esistono diverse varianti pare che non c’entri proprio nulla con il parmigiano che non era di certo adoperato dagli arabi che elaborarono questo piatto, ma deriva dalla parola “parmiciana” che in dialetto significava persiana, essì perchè le fettine di melanzana venivano disposte a scaletta tra sugo di pomodoro e basilico e dunque ricordavano le scalette delle persiane appunto…io per esempio pur amando la parmigiana classica che prevede l’alternarsi di pomodoro, parmigiano e basilico e magari una leggera infornata per far un po’ sciogliere il parmigiano (anche se qui da me basta che la lasci ben coperta dall’attacco nemico sul piano in cucina e capirai col caldo che abbiamo noi ci cuoci purel e uova sode per la tua versione ;)…) Io a volte la faccio a timballo…sistemo tutto tradizionalmente in una bella pirofila poi sbatto un uovo grosso per bene con un pizzico di sale e lo verso sopra…metto in forno e viene un timballino che con due belle foglie di basilico soprai fanno mangiare pure gli occhi…cmq sia buon appetito tatina gioiosa cara 😀

    • tatagioiosa ha detto:

      Che graziosa questa storia delle persiane, tanto presenti nelle città del Mediterraneo. Interessante anche la tua versione-timballo della parmigiana; confesso che la mia è di tradizione partenopea, anche se pure in Campania c’è chi usa l’uovo sbattuto al posto dell’uovo sodo. Mi pare che in alcune ricette siciliane le melanzane si friggano con la pastella, vero? Grazie per il bel contributo.

      • E’ stato un piacere! ciao 😀

      • cmq volevo dirti che per quanto ne so io le melanzane non si fanno in pastella e di solito la melanzana deve essere “maritata” con un sapore più forte, perchè di suo tende al dolce…una ricetta buonissima con le melanzane, oltre la tipica caponata che è una cosa celestiale, è quella delle “cotolette” meglio usare quelle viola chiaro e tonde, si tagliano a fette alte mezzo cm,.si lavano in acqua e sale per levare l’amaro, si sciacquano, si asciugano e poi si passano nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale e nel pangrattato condito con sale e pepe e poi vanno fritte in olio d’oliva, tolto l’eccesso d’unto sulla carta paglia si mettono in un bel piatto da portata conun bel ciuffetto di basilico per decorazione…resta solo il ciuffetto ti assicuro! in pastella invece si preparano carciofi, cavolfiore che noi chiamiamo broccolo e i cardi 🙂

      • tatagioiosa ha detto:

        Ecco, quando ho fatto la spesa l’ultima volta c’erano solo quelle melanzane lì, le tonde. Non le ho prese, ma adesso che ho la tua ricetta… Grazie! Se hai tempo di scrivere, mi piacerebbe provare una vera caponata siciliana. Un amico che era stato in Sicilia mi aveva raccontato di una parmigiana con la pastella; ma qualcosa non mi tornava, infatti. A presto!

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