L’importanza del nido

L’asilo nido svolge a tutt’oggi un’importante funzione sociale. In un mondo nel quale la rete di relazione che avvolgeva le mamme (e le famiglie) fino a qualche generazione fa è andata sgretolandosi, il nido è un valido paracadute, anche per le depressioni da mamma 0-3 anni. Quest’ultimo credo sia un vero e proprio fenomeno sociale, non ancora abbastanza considerato.

In ogni caso, compresa l’importanza del nido, siamo qui anche per demolirne la genericità, la tendenza a strafare, l’affidabilità “a prescindere” che si è guadagnato nel corso degli anni. Non so che cosa c’entri con il nido in sé e per sé, ma ve lo sottopongo come spunto di riflessione: un articolo del Corriere della Sera di poco meno di un anno fa, nel quale si parla di “asilo di notte”. Sì, insomma, volete uscire o semplicemente stare in pace, senza il vostro bimbo da zero a 10 anni? In mancanza dei nonni, potete portarlo a dormire in un parcheggio a ore per bambini, come la macchina nel garage notturno.

Ci vorrebbe un bel post corposo per spiegare tutte le controindicazioni di un “servizio” del genere, che non metto in dubbio sia nato dalle migliori intenzioni. Mi limito a dire che è un servizio per genitori stressati e non certo per i bambini, i quali hanno bisogno più di ogni altra cosa di sapere qual è casa loro, soprattutto quando si abbandonano al sonno. Poi bisognerebbe parlare, ad esempio,  del fatto che un neonato ha esigenze del tutto diverse da un bambino in età scolare; d’altra parte, che baby-parking (cioè PARCHEGGIO PER BAMBINI, diamo il giusto peso alle parole) sarebbe se si facesse caso a questi dettagli?

Tornando al nido vero e proprio, è importante capire che si tratta di un aiuto e nulla di più. Questo comporta il fatto che il bambino non può esservi lasciato per il tempo della classica giornata lavorativa, così come oggi è concepita. Ve lo dice una che ha fatto questo errore a suo tempo e, anche se mia figlia tornava a casa tutta contenta, ora mi si accapona la pelle pensando a tutte quelle ore passate lì dentro, per fortuna solo per un anno. Non fidatevi del fatto che il bambino esca dal nido con il sorriso: lui vive il momento presente e quando vede la sua mamma tutto quello che sentiva fino a un minuto prima è dimenticato, anche se non vuol dire che non abbia prodotto danni.

Oltre alla questione del numero di ore, è importantissimo valutare la qualità dell’ambiente che scegliamo. Per ambiente non si intende tanto che le prese elettriche siano a norma o meno. Una persona sveglia e valida è capacissima di impedire che vostro figlio infili le dita nella presa, se quello è il suo lavoro. E comunque queste sono le sole questioni sulle quali comuni e regioni fanno le pulci agli asili nido, per nulla preoccupati che vi sia, invece, una visione rispettosa del bambino. L’ambiente dev’essere pieno di calore, deve somigliare il più possibile ad una casa, il luogo che gli è più familiare, deve avere un piccolo (gli ambienti piccoli sono quelli più adatti al bimbo piccolo) giardino dove poter pasticciare un po’, possibilmente non un “prato” sintetico, ma materiali naturali, anche se apparentemente sembrano meno adatti ai bambini. Ripeto, basta che l’educatrice o la vice-mamma sia presente davvero e non può succedere nulla di grave. Di solito i bambini si mettono nei guai quando avvertono lo smarrimento, non quando sono circondati da azioni piene di senso.

Quanti luoghi così ci sono in circolazione? Secondo me pochissimi. Ma ci sono, è necessario trovarli.  Nel prossimo post (sapevo che per il nido un post solo non sarebbe bastato), vi parlerò dei cosiddetti “nidi di vipere”, quei posti apparentemente normali dove accade di tutto.

A presto!

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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Una risposta a L’importanza del nido

  1. maaleesh ha detto:

    grazie, per tutti i consigli che saprai darci. a settembre portero’ la piccola al nido, giusto 2 o 3 ore la mattina. inizio a cercarlo, perche’ qui non e’ mica come in italia… se in italia e’ male qui… vabbe’, lasciamo perdere. pero’ a cercarli bene ci sono anche qui

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