L’asilo nido: non c’è rosa senza spine

Care mamme (e cari papà?), riprendiamo lo spinoso argomento nido. Oggi vorrei parlarvi, senza esagerazioni, dei cosiddetti “nidi di vipere”. Così sono stati definiti quei luoghi dove, per puro caso, sono state scoperte delle vere e proprie violenze a carico di bambini piccoli o piccolissimi.

Senza addentrarmi in queste ignominie che sono roba per magistrati e polizia, ma partendo da queste, vorrei mettere tutti in guardia per quel che concerne la scelta dell’asilo nido del vostro frugolo. Dirò solo una cosa, ma la dirò chiaramente: NON FIDATEVI FACILMENTE.

Lo so (e parlo soprattutto alle mamme) che non sapete come fare, che il tempo stringe, magari la tata vi ha mollato senza preavviso, vostra madre è anziana e il capufficio vi telefona tutti i giorni con qualche scusa. Ma si tratta di vostro figlio. Quando i bimbi sono molto piccoli e non sanno riferire ciò che vivono sulla loro pelle (almeno per come lo intendiamo comunemente), è importantissimo essere molto molto sospettosi, verificare ogni minimo dubbio e soprattutto fidarsi solo della tranquillità che avete dopo aver lasciato il bambino nel posto prescelto. Al minimo segnale di agitazione da parte vostra o del piccolo, è legittimo porre in secondo piano qualunque altra cosa stiate facendo e indagare. E se ancora non siete convinti, cambiate soluzione così, solo perché vi è rimasto un dubbio.

So da fonti più che certe di impeccabili nidi autorizzati dal comune di appartenenza nei quali i bambini della sezione neonati (i più piccoli) venivano lasciati piangere per mezz’ore intere mentre si imboccavano gli altri davanti a loro, “perché dovevano imparare ad aspettare il loro turno”; quando è l’ora della ninna spesso vengono addormentati cullandoli con una tale energia che il movimento somiglia più a uno spintone mirato a stordire che a un dindolò, tanto è vero che a stordirli ci pensa anche la musica a tutto volume; se per caso qualcuno non incontra le simpatie dell’educatrice di turno (e mi domando come si possano provare sentimenti così netti per un esserino ancora in formazione) viene deriso insieme alle colleghe “perché tanto non capisce”. Non parliamo di quei poveri bambini che hanno una mamma che non rientra nelle grazie delle educatrici o della coordinatrice: i commenti sarcastici e le risatine si ripetono per tutto il giorno davanti al malcapitato “che tanto che vuoi che capisca”.

Guardate che non sono favole, purtroppo. Quindi, senza arrivare ai reati platealmente riconosciuti, i danni possibili sono molteplici. Certo, la stessa cosa potrebbe capitarvi con una baby sitter. Ma mentre la stessa è oggetto di sospetti per definizione, quante belle parole si sentono dire dai genitori sull’efficacia e l’utilità dell’asilo nido, come se il solo fatto che esista sia una garanzia di affidabilità?

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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6 risposte a L’asilo nido: non c’è rosa senza spine

  1. maaleesh ha detto:

    Ed eccomi. Primo nido visto, mia figlia che si aggrappa allo stipite della porta e non vuole entrare, senza neanche sapere cos’e’ perche’ si entra da un portone normalissimo. Mah. Poi non parla con le maestre e quando vede le suore da fuori di matto. Non le piacciono le donne velate, le succede pure con le musulmane. E si che le ha viste da quando e’ nata. Eliminato. Se non altro per tutti quei santi appesi alle pareti grigie. Io non ho (ovviamente) niente contro i santi, ma per una piccola di due anni vedere tutte facce tristi appese che la guardano dai muri deve essere angosciante. Visti altri 2, ma le maestre non mi e non le sono rimaste simpatiche. Poi visto uno ieri, la piccola mi ha mollato subito per andare a giocare con i bimbi, sorride a tutte le maestre, sta 20 minuti con loro prima di venirmi a chiamare per mostrarmi la bambina nuova (come dice lei) e la zia (gli adulti per lei sono tutti zii) e non se ne vuole andare. Tanti colori e disegni ai muri, pochi giochi “da giardino” perche’ cercano di fargli fare molte altre attivita’ piu’ manuali, mi spiegano.
    Insomma, forse mi sono lasciata condizionare dal fatto che alla piccola e’ piaciuto subito, ma mi sa che ho deciso.

    P.S. forse avrei dovuti scriverti in privato, scusa.

    • tatagioiosa ha detto:

      Carissima, va bene che tu mi abbia scritto qui, anche perché il tuo commento esemplifica quel che intendevo. Ottimo segno che la bimba chiami zie le educatrici. E loro, le educatrici, come le hai trovate? Se hanno un atteggiamento tranquillo e non hai l’impressione che facciano di tutto per farti iscrivere, ma che, invece, siano convinte della bontà di quel che fanno, sei già un bel po’ avanti.
      Mi piace molto questa sinergia fra te e la tua “piccola donna”: i bambini hanno qualità quasi medianiche per riconoscere ciò che è buono davvero.

  2. tatagioiosa ha detto:

    Domani non avere troppa paura, ma entusiasmo per un piccolo passo che la tua bimba sta per compiere. I controlli ufficiali lasciano il tempo che trovano: i “controllori” di solito badano a cose di minima importanza, tralasciando la sostanza. Il metro di giudizio sei tu, insieme all’umore della bambina. I bambini sono istintivi, tienine conto. Magari puoi farti accompagnare da un’amica che ha già mandato i suoi figli al nido.

  3. maaleesh ha detto:

    Lo trovo spaventoso. E come si fa? Si suppone che queste educatrici siano appassionate al loro lavoro. Voglio dire, non lo fai se non ne hai la vocazione… non dovresti

    • tatagioiosa ha detto:

      Purtroppo è vero, ne ho avuto conferma incrociando le informazioni con persone che non si conoscevano fra loro e che erano state in posti diversi. Per fortuna, però, le persone attente e appassionate esistono: La prima cosa da verificare è se nel nido si ha una visione del bambino, una sorta di ispirazione pedagogica che guida il lavoro e alla quale bene o male le educatrici sono tenute ad aderire. Oppure se abbiamo l’impressione che ci sia calore e protezione. Diffidiamo dell’eccessiva disinvoltura, degli atteggiamenti che vogliono forzare le tappe naturali del bambino, di quelli che ci rispondono che “così si fa dappertutto”. Se hai ancora dubbi o vuoi approfondire, ti scrivo in privato, ok?

      • maaleesh ha detto:

        domani inizio a vederne qualcuno. poi ti chiedero’ consigli. ho paura, se poi pensi che sono all’estero… non sono mica sicura che qui i livelli di controllo e sicurezza siano buoni…

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