Buon anno scolastico

Noi maestri si procura che il passaggio dalla famiglia alla scuola non sia avvertito. Momento grave. Una nuova vita si inizia per questi cari esseri. Commetterebbe una imperdonabile colpa il maestro che li disgustasse fino dai primi giorni, gettando nei loro cuori ansietà e diffidenza. La scuola non dev’essere temuta, come non deve né stancare, né annoiare, né intirizzire. Alziamo la temperatura, innalziamo le anime. Che escano i nostri ragazzi in tripudio dalle aule, impazienti di rivedere i parenti, ma impazienti pure di ritornare alla scuola. Se è così, il primo miracolo è compiuto: il fanciullo è nostro: lo domineremo, lo ispireremo.”. 

Professor Giovanni De Castro, stralcio della lettera aperta pubblicata sul periodico “Il Risveglio Educativo”, nell’autunno del 1896.

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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2 risposte a Buon anno scolastico

  1. maaleesh ha detto:

    Sono eterne queste parole. Che bello se tutti gli insegnanti, a qualsiasi livello fossero tutti cosi’. Pero’ ce ne sono tanti, per fortuna. Buon inizio a te, che sicuramente ne farai il tuo manifesto di queste parole.

    • tatagioiosa ha detto:

      Sì, mia cara, è proprio così: sono parole di infinita saggezza, scritte in un periodo storico nel quale, pur con tutti i limiti e le arretratezze, c’era un gran fermento pedagogico. Proprio in quell’epoca iniziavano la loro opera Maria Montessori e Rudolf Steiner, solo per citarne due. Oggi, a quanto pare, è più importante avere un computer a testa in classe. Io mi auguro, invece che ci siano ancora tanti maestri illuminati e di buon senso che abbiano a cuore l’apprendimento del bambino attraverso l’amore e il benessere, al posto del timore e della competizione.

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