Tutti i luoghi comuni di noi genitori

Estate 2011, sul traghetto di ritorno dalle vacanze. Ma potreste ascoltare cose simili in qualsiasi giardinetto, o di fronte a qualunque scuola Italiana:

Tutta la vacanza, o lui a strillare, o io a rincorrerlo“;

Le femmine sono più gelose“;

I secondi sono peggio dei primi“;

Il secondo si incattivisce perché tu ti senti in colpa con il primo“;

Se loro stanno bene, stiamo bene anche noi” (e non il contrario!);

In casa non c’era nemmeno la tv: il cartone è l’unico modo per farli rilassare“;

Ci si è rotto il lettore DVD: ci volevamo sparare!“;

E’ pure il mare che li rende così agitati. Dopo due giorni ha iniziato a urlare“.

Sembra un dialogo fra apprendisti domatori di belve feroci. Invece è una conversazione fra genitori, i quali, dopo le vacanze, dovrebbero essere anche più rilassati.

Queste osservazioni venivano fatte rigorosamente in presenza dei figli, bambini di età fra i 3 mesi e i quattro anni. E ai bambini ci si rivolgeva con frasi di questo tenore:

Hai sentito che dice la mamma di Tommaso? Se non senti i tuoi genitori, almeno senti lei!“;

Il papà alla figlia: “Sei viziatissima!“;

Quando fai così non mi piaci: tu sei un bambino generoso. Lasciagli il gioco cinque minuti; è vero che glielo ridai?“.

Probabilmente a ognuno di noi sarà capitato di pronunciare frasi simili. L’importante è rifletterci un attimo dopo (o un po’ più tardi) e sentire di aver compiuto un piccolo misfatto nei confronti di nostro figlio. O, nel caso della conversazione fra genitori, sentirsi un po’ ridicoli.

Il fatto è che, sempre più spesso, questi atteggiamenti sembrano la norma, una manifestazione d’incapacità tanto palese, quanto condivisa, fino a scivolare nella complicità ridanciana e adolescenziale con gli altri genitori.

A questo proposito, tatagioiosa potrebbe scendere in campo in soccorso dei genitori con qualcosa di molto molto concreto. L’importante è che qualche genitore voglia davvero essere soccorso.

 

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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6 risposte a Tutti i luoghi comuni di noi genitori

  1. Maestra valentina ha detto:

    Ciao TataGioiosa!
    Grazie della visita sul mio blog.
    Ho letto il tuo ultimo post, e mentre leggevo pensavo quante volte ho sentito queste affermazioni, ed altre ancora…da 28 anni svolgo uno dei lavori più belli del mondo, ma quanto è difficile ” educare” i GENITORI !
    A presto
    Maestra Valentina

    • tatagioiosa ha detto:

      Ciao Maestra Valentina e grazie della visita!
      Il commento di una “addetta ai lavori” di lunga data come te mi fa doppiamente piacere. E’ vero quel che dici sull’educazione degli adulti, i quali dovrebbero volere autoeducarsi. Spesso è il mondo che ci circonda a non agevolare questo pensiero: per un figlio si può investire tanto in beni materiali, meno in strumenti per svolgere questo difficile mestiere. A presto!

  2. Laura ha detto:

    Anch’io! Anch’io!
    Certo che però è dura rieducare noi adulti.
    Riguardo alla frase sulla generosità, mi ha fatto pensare. Proprio qualche giorno fa mi sono trovata a dire a mia figlia “vorrei che fossi più generosa”, perchè si è rifiutata di regalare a un compagno una cosa che peraltro aveva in abbondanza a casa (in ogni caso l’ho ripresa quando eravamo sole). Subito dopo mi sono chiesta se il rimprovero avesse un senso, visto che la generosità non si insegna, se non con l’esempio. Certo è che davvero vorrei che fosse più generosa, meno attaccata alle cose..

    • tatagioiosa ha detto:

      E’ bene incanalare gli istinti del bambino in modo sano. Ma è anche bene non costruirsi un’immagine ideale del proprio figlio, cercando di calzargli addosso i nostri ideali. Se lo faremo, il piccolo ne risulterà infastidito, perché lui (o lei) vive il momento presente e non vuole adeguarsi a qualcosa che non avverte istintivamente e che gli appare lontano. Poi ci sono i momenti di vulnerabilità del bambino; ad esempio se ha vissuto la nascita di un fratellino, avrà più paura di cedere le sue cose.
      Cara Laura, non si tratta tanto di rieducazione, ma di trarre da noi genitori facoltà d’intuito e comprensione seppellite dalla quotidianità, ma che ognuno possiede ed è in grado di esercitare, soprattutto con i nostri amati figli.

  3. maaleesh ha detto:

    Presente! Io voglio soccorso!
    Cerco di evitare certe frasi quando c’e’ piccoletta in giro, ma ammetto che mi sfogo ridendoci su con le amiche mamme. Ho capito il senso delle frasi che hai citato, ma sinceramente (e forse stupidamente) me ne sfugge una. Quella riguardo il dare il gioco all’altro bimbo. Lascia stare, l’ho riletta. Non e’ il fatto di dare il gioco, vero? E quel non mi piaci all’inizio.

    • tatagioiosa ha detto:

      Grazie per aver chiamato per prima il soccorso-genitori!
      Il bambino piccolo è un essere istintivo, non ha ancora il senso morale come lo intendiamo noi adulti. Certo, quel senso morale va educato, ma non serve dare giudizi, prima incolpandolo e poi adulandolo con la storia della generosità. Inoltre, con bambini di quell’età, non ha senso dire troppe parole, fare ragionamenti adulti. In questo caso, ad esempio, basterebbe distrarre il piccolo con qualcos’altro per ottenere lo stesso risultato.
      Quanto ai luoghi comuni, non è facile, ma bisognerebbe evitarli anche solo col pensiero: i cuccioli di uomo hanno una loro dignità che va rispettata. E, se ci riusciamo, anche noi diventeremo persone migliori. I figli ci aiutano tanto ad evolverci come esseri umani.
      Grazie per avermi dato modo di aggiungere qualche spiegazione al post, ce n’era bisogno.

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