Dietro al muro di Berlino, i nostri sogni

Ieri, 9 novembre, era l’anniversario della caduta del muro di Berlino. E chi se ne ricorda più? Eppure, 22 anni fa io ero una studentessa universitaria e, insieme a me, milioni di giovani vissero l’euforia e la speranza di un mondo migliore. O almeno di un’Europa migliore.

Ricordo che ci sembrò di vivere in un bel sogno: noi che eravamo nati con le ferite della seconda guerra mondiale ancora ben visibili, stavamo assistendo al loro completo risanamento. Con la caduta del muro, iniziò la scoperta di una parte di mondo misteriosa, occultata dalla censura sovietica. Improvvisamente, grazie ai progetti europei che nascevano in quel momento (Erasmus, ad esempio), ci trovavamo all’estero a studiare le lingue con ragazzi polacchi, cechi, sloveni, croati. Noi partivamo da casa in aereo, loro in autostop. Che affascinante scoperta sapere che qualcuno aveva ancora l’ardire, alla soglia degli anni Novanta, di girare l’Europa chiedendo passaggi in auto! Quei giovani non avevano una lira in tasca (l’euro non c’era ancora), ma la loro vitalità era alle stelle. E contagiò anche noi.

Ricordo una meravigliosa vacanza-studio a Valencia, in Spagna. Ero ospite, insieme a studenti di tutti i paesi europei, dell’Università Politecnica. Ci sistemarono in un residence vicino al mare e da lì, tutti i giorni, gli studenti spagnoli ci accompagnavano alla scoperta della città. Le quotidiane lezioni di spagnolo erano tenute anch’esse dai ragazzi, che si erano preparati chiedendo consigli e dispense ai loro professori. Ricordo anche che un giorno venimmo ricevuti dagli assessori del comune di Valencia e la nostra foto finì su un giornale locale. L’ospitalità spesso travalicava il previsto, tanto che io mi sono trovata spesso a pranzo a casa di qualcuno di loro a mangiare la paella preparata dalla mamma.

Muoveva i primi passi un’associazione chiamata Aegee, l’associazione degli stati generali degli studenti d’Europa. Non erano solo vacanze. Ci si divertiva molto, ma si partecipava anche alle assemblee elettive, magari dormendo in un sacco a pelo in una palestra. A me sembrava che una buona parte di noi credesse in quello che faceva, in un’Europa davvero unita, che puntasse ad un governo unico, a titoli di studio in comune, un luogo nel quale ognuno portasse la propria ricchezza dal proprio paese.

Poi siamo arrivati a oggi. Noi ex studenti abbiamo preso ognuno la sua strada e il sogno europeo è diventato una macchina economica che stritola chi non segue i tempi della catena di montaggio. Il fatto è che questo sbocco l’ha deciso chi ha vent’anni ancora più di noi e che non ha avuto il coraggio di fare quello che milioni di giovani in tutta Europa stava sognando e chiedendo. E noi? Saremo capaci di dare voce alle richieste dei giovani del Duemila?

Il muro è caduto, i nostri sogni speriamo di no.

Annunci

Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
Questa voce è stata pubblicata in Eventi della vita e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Dietro al muro di Berlino, i nostri sogni

  1. Geillis ha detto:

    Anch’io mi ricordo di quegli anni…sono stata a Praga pochi giorni prima che cadesse il regime, a Berlino quando nella parte Est della città c’erano ancora le macerie, in Russia l’anno dopo, quando ancora sembrava di essere in un altro universo, sospeso tra occidente e comunismo…che dirti? Abbiamo vissuto dei momenti di transizione, di cambiamento, e speravamo tutti che andasse meglio, ma mi pare proprio di no

    • tatagioiosa ha detto:

      Cara Geillis, che nostalgia di quei momenti, però! Immagino che anche i ragazzi di oggi ne vivano di altrettanto entusiasmanti per qualcosa che noi ora non riusciamo bene a capire. Almeno spero!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...