Come insegnare l’arte ai bambini?

Mi riallaccio al post su Midnight in Paris per proporvi questa risorsa sull’insegnamento dell’arte ai bambini.

Si chiama Artist Study, Charlotte Mason Style. I cultori dell’Homeschooling probabilmente conosceranno già la Mason, educatrice inglese vissuta a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento e fondatrice morale della dottrina della scuola familiare. In questo link potete trovare, sapientemente raccolto da una mamma homeschooler, una sorta di tutorial per far amare l’arte ai vostri bambini. Unico neo: la mamma in questione è americana, qundi è tutto in Inglese.

In sintesi, dice Jimmie (homeschooler mom), i bambini possono essere avvicinati all’arte a partire dai sei anni, come insegna la Mason, o anche prima. L’importante è farli penetrare nello spirito dell’opera e poi di un autore con l’osservazione, l’espressione delle emozioni e, infine, il disegno.

Fra gli artisti suggeriti da Charlotte Mason per lavorare con i bambini, ci sono Mary Cassatt (v. post L’arte di essere madre), Monet, Raffaello, Leonardo Da Vinci, Michelangelo, Renoir, Van Gogh, Rembrandt. Alcuni di questi sono trattati da Jimmie alla voce “Specific Artist Helps”, insieme ad altri temi artistici (ad esempio, l’arte egiziana) curati da altre mamme homeschooler.

Personalmente inizierei questo lavoro un po’ più tardi, diciamo intorno ai nove-dieci anni, quando il bambino è pronto per un approccio più intellettuale a quanto lo circonda, senza venir meno alle esigenze della sua parte bambina, che in un’età più precoce è ancora preponderante. Questo contrasta in parte con le idee della Mason, che riteneva che i bambini potessero apprendere le materie a livelli già molto avanzati fin da piccoli. Il che penso sia vero, ma a discapito, come dicevo, di altre esigenze di crescita altrettanto importanti.

Insomma, mi sembra che lo spunto di partenza sia buono. A voi le riflessioni seguenti. Mi farebbe piacere avere un riscontro del vostro pensiero e, perché no, anche del vostro lavoro con i bambini.

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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8 risposte a Come insegnare l’arte ai bambini?

  1. nedda gottardi ha detto:

    Concordo con tatagioiosa, mentre ammiro la grazia con cui si avvicina ai bambini.
    Non chiediamo al bambino troppo presto che si occupi di manualità e di creatività, lui ha i suoi tempi, al momento giusto dirà o farà capiore che è pronto.e chiederà di aiutarlo ad avvivinarsi all’arte.
    nonna nedda

  2. Laura ha detto:

    Mia figlia, che sostiene che da grande farà l’artista, è molto attratta e incuriosita dalle arti figurative, tanto è vero che riproduce (imitandone lo stile o personalizzando) tutte le opere che vede. Il suo approccio nei confronti del quadro è di tipo imitativo, e favorito dal fatto che ama immensamente disegnare e ha una grande manualità. Il ruolo di spettatrice non le si addice: deve creare..

  3. Anthea ha detto:

    Potrei parlare ore delle mie esperienze con lo scarabocchio che è il disegno tipico del bambino 0-3 in età quindi di asilo nido. Attraverso lo scarabocchio il bambino ci parla di lui e del suo mondo: è interessantissimo chiedere all’autore del disegno che cosa ha voluto rappresentare con i segni sul foglio: ascoltarlo ci apre un mondo fantastico attraverso il quale possiamo conoscerlo meglio. Per quanto riguarda la tua domanda specifica credo che tu abbia ragione nel sostenere che l’approccio mirato all’arte potrebbe essere adeguato in una età più matura rispetto ai 6 anni. Forse una metodologia rispettosa degli interessi e delle tappe conoscitive del bambino potrebbe essere la proposta artistica fatta anche in giovanissima età aspettando però, che emerga un suo autentico interesse prima di iniziare una programmazione pedagogica sull’argomento.
    Complimenti per la tematica del post. Ciao

  4. Geillis ha detto:

    proprio al Macro ho visto una scolaresca di bimbi piccolissimi, tipo due anni, interessatissimi a quello che le maestre e la guida spiegavano, ovviamente come un gioco…c’è da dire che l’arte contemporanea, così fuori dagli schemi, magari si presta a questo…però è stato bello vedere tutti questi bimbi seduti in circolo per terra ad ascoltare!

    • tatagioiosa ha detto:

      Cara Geillis, hai descritto proprio un grazioso quadretto, però, però… Sai a che cosa è interessatissimo un bambino di due anni quando un adulto si affanna a parlare alla sua sfera mentale? All’atteggiamento dell’adulto, all’enfasi che mette nel discorso, ai gesti, agli sguardi. Non metto in dubbio le buone intenzioni delle maestre e dei genitori. Ma bambini così piccoli sono ancora impegnati con tutto il proprio essere nella crescita corporea e sensoriale e un’attività così “adulta”, nella sua struttura e contenuto, disturba questo lavoro. Avranno tutta la vita per godersi l’arte, ma per una sana crescita non ci sarà più tempo.

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