Nevicata a Roma, parte seconda

E’ passata la notte del venerdì e sabato mattina ci siamo svegliati così:

Abitiamo in una zona alta di Roma nord, ma pur sempre in città, ovvero entro il raccordo anulare; eppure sembrava di essere sull’Appennino. Io qui non ho mai visto così tanta neve.

A metà mattina è uscito il sole ed era davvero uno spettacolo!

C’è da dire che la chiusura delle scuole e l’esperienza dell’alluvione di ottobre ci ha fatto evitare di uscire fin da giovedì sera.

 

In questo modo abbiamo potuto vivere solo gli aspetti positivi di queste giornate che per la cittadinanza di Roma si sono rivelate, invece, una trappola. Benché annunciata, la nevicata non ha mosso anzitempo nessuna autorità pubblica e migliaia di persone si sono trovate confinate in macchina o sul luogo di lavoro. Lasciamo stare.

Invece, è stato bellissimo andare in giro per il quartiere e vedere finalmente le strade (o ciò che ne restava) piene di gente a piedi che si salutava e scambiava due chiacchiere. Eravamo tutti forzatamente più lenti, era difficile evitare lo sguardo del passante e i sorrisi scattavano automatici. Abbiamo fatto due passi e scambiato impressioni con persone con le quali, in genere, ci si saluta di corsa e nulla più. Molti hanno fatto la spesa a piedi e, con le buste in mano e il ghiaccio sotto le scarpe, l’uscita diveniva per forza una passeggiata.

Non parliamo dei bambini. E’ stata una gioia immensa vederli giocare finalmente sotto casa, con gli amichetti che di solito bisogna invitare con due o tre giorni d’anticipo. E si è giocato a fare il pupazzo di neve, a palle di neve, a disegnare con i bastoncini, a scendere le collinette con le buste di plastica. Altro che tv e videogame.

Che bello! Qualcuno che non abita in una grande città penserà: ma davvero siete ridotti così? Fa male ammetterlo, ma, purtroppo è vero. L’augurio è che, se dura più di 24 ore, la gente si abitui a questo antico genere di comodità e lasci le auto (insieme ad altri macchinari) qualche ora al giorno in questo modo:

 

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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6 risposte a Nevicata a Roma, parte seconda

  1. palmy ha detto:

    La natura ci sovrasta.. sempre! Siamo noi che crediamo nelle nostre città di averla sconfitta o rimossa! Bellissime foto!

  2. Anthea ha detto:

    Che bello! La natura che interviene e pone una pausa ai nostri ritmi frenetici e, oltre alla gioia dei bambini che giocano con la neve, tutto assume una dimensione maggiormente umana. Si scambiano chiacchiere mai fatte con vicini appena salutati e si scopre di stare meglio. Bel post che rasserena. Ciao, Tatagioiosa.

    • tatagioiosa ha detto:

      Eh sì, carissima, a volte ciò che potrebbe essere un problema, si rivela una risorsa, se visto con uno sguardo diverso. Sono contenta di aver sprigionato serenità, ciao!

  3. Laura ha detto:

    anche noi abbiamo “vissuto” la neve esattamente come voi. Spero di organizzare al più presto le 300 foto che ho fatto e sceglierne un paio per farci un post a memoria futura.

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