Cocchi di mamma: si nasce o si diventa?

Di prima mattina vi sottopongo un quesito di importanza capitale: esiste il cocco di mamma? O perlomeno, esiste ancora oggi, che siamo tutte istruite su come una madre dovrebbe essere equidistante e su quanti danni provocano le disparità fra figli?

Mentre una volta  certi errori erano causati da una buona dose di ignoranza o di noncuranza, oggi mi pare che sia in buona parte un questione di destino. Mi spiego meglio. Può capitare che ci si leghi di più a quel figlio che è capitato in un momento di grazia della nostra vita. Oppure a quello che, per caso, ha una personalità molto più affine alla nostra, le cui qualità rispecchiano il nostro modo di essere. O ancora, ci viene da proteggere il figlio maschio o la femmina, a seconda della nostra educazione o esperienza di vita. Poi c’è il caso in cui il figlio ci viene incontro con quegli aspetti caratteriali e di destino che cozzano frontalmente con i nostri.

Io credo che in tutti questi casi molto dipenda dal nostro atteggiamento: ciò che pensiamo del figlio che ci è di fronte si rispecchierà fatalmente nel suo comportamento più o meno armonico all’interno della famiglia.

In questo senso, i genitori adottivi sono messi maggiormente a dura prova. Ho avuto modo di osservare che sono meno propensi a fare sconti ai comportamenti “negativi” (dal loro punto di vista) dei figli. Al tempo stesso, i bambini che vengono adottati oggi, un po’ come i figli naturali del nostro tempo, percepiscono subito di essere un bene prezioso per quella famiglia; di conseguenza, non si abbandonano più alle cure con quella spontaneità propria degli adottati di qualche generazione fa. In qualche modo, c’è già in loro la consapevolezza (giusta o sbagliata) di potercela fare anche senza quei genitori non loro.

Temi difficili, che meriterebbero altri e più approfonditi spazi. Mi piacerebbe però, scambiare qualche riflessione con voi. Vi aspetto!

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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5 risposte a Cocchi di mamma: si nasce o si diventa?

  1. Palmy ha detto:

    Domani Love of learning sulla scienza! Ti aspetto!

  2. Palmy ha detto:

    I genitori adottivi sono messi maggiormente a dura prova. Ho avuto modo di osservare che sono meno propensi a fare sconti ai comportamenti “negativi” : questa frase mi sembra molto vera. Nella mia famiglia ho vissuto un’esperienza di affido da sorella. Effettivamente le problematiche sono tante e diverse e occorrerebbe una visione realistica dell’adozione e dell’affido mentre spesso all’esterno si ha un’immagine edulcorata. Quando arrivò il ciclone sorella affidataria a casa nostra io ricordo di avere detto a mia mamma: ma gli orfani non erano tutti i buoni come Remì? Perché nel mio immaginario orfano era uguale a bimbo buono e incompreso…

    • tatagioiosa ha detto:

      Cara Palmy, grazie di cuore della tua testimonianza vivente. Mi riprometto di approfondire questo argomento; condivido le parole che scrivi, “occorrerebbe una visione realistica dell’adozione e dell’affido”.

  3. tatagioiosa ha detto:

    Grazie Anthea di aver commentato; soprattutto perché ho la sensazione di aver sollevato un argomento tabù, con il quale non ci si confronta volentieri. Secondo me, però, molti vorrebbero poterne parlare più apertamente, sfogare le proprie insicurezze e confrontarsi. Almeno è l’impressione che ho avuto raccogliendo dal vivo le confidenze di alcune amiche e conoscenti.

  4. Anthea ha detto:

    Temi davvero difficili che non possono essere affrontati come categorie ma uno ad uno singolarmente perché uniche sono le motivazioni che ci inducono a sbagliare o a essere corretti nei comportamenti con i figli. In fondo è vero che si impara con loro ogni giorno e si diventa grandi insieme.

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