Impariamo le scienze con piante e animali

Lo ammetto, le scienze non sono il mio forte. Eppure quando ero al liceo ricordo di aver avuto una vera passione per le scienze biologiche e per la chimica, al punto da aver pensato di iscrivermi ad una di queste due facoltà. Mia madre andò a parlare con la professoressa, una giovane donna, molto simpatica e con un incarico temporaneo. Quello che mi fu riportato di questo colloquio non fu incoraggiante: “Non vede, signora, che iniziamo tutti con il voler fare ricerca e finiamo tutti a insegnare?”. La mia prof deve aver risposto più o meno così. Fatto sta che ho accantonato subito un futuro da biologa, forse la mia vocazione non era poi troppo forte, chissà.

Per evitare che le giovani leve facciano la mia fine, ovvero che vengano scoraggiati fin troppo presto, non esiste modo migliore che fargli vivere la scienza come un bel gioco, stile piccolo chimico (andava molto di moda quando ero piccola). Del liceo ricordo anche che il laboratorio di chimica e fisica era per noi l’oggetto proibito del desiderio: avremmo adorato passare qualche ora, anche solo qualche minuto alle prese con quei vetusti e polverosi arnesi, ma niente. Le professoresse preferivano “portare avanti il programma” perché “siamo indietro”.

Nonostante questa premessa, non so resistere all’invito di Palmy per il Love of Learning sulla scienza e ho pensato comunque a qualche spunto sull’argomento.

Il primo approccio con le scienze, secondo me, dovrebbe partire dagli animali e dalle piante. Sono fenomeni viventi che, per certi versi, ci somigliano e, quindi, sono meno astratti e più facilmente avvicinabili dai bambini. Si potrebbe iniziare con un po’ di giardinaggio, a casa o in classe, magari mirato alla crescita di una piccola pianta commestibile, come ad esempio le carote o le patate. Seguendo questo piccolo processo e mettendo le mani nella terra, i bambini imparano molto cose insieme: lo scorrere delle stagioni, il piacere dell’attesa prima di vedere i frutti del loro lavoro, la manualità, il rispetto di delicati organismi viventi. Il tutto senza bisogno di tante parole e di grandi spiegazioni teoriche, ma semplicemente partecipando in prima persona.

Per quel che riguarda gli animali, all’interno delle classi  così come nelle nostre case di oggi, ci sono più problemi pratici rispetto alle piante. Però, essere vicini ad un animale o a un gruppo di animali è utilissimo per un bambino in formazione. Mi sono accorta, nel quotidiano e con il passare degli anni, di quanto la vita dei gatti di strada sia stata formativa per mia figlia. Così come con le piante, anche attraverso gli animali si impara ad essere in sintonia con lo scorrere delle stagioni, perché i loro comportamenti cambiano molto a seconda del clima e del periodo dell’anno. E’ molto bello anche stare a contatto con il ciclo della vita, quando la gatta va in calore e poi quando ha i cuccioli, più o meno sempre durante lo stesso periodo dell’anno. Sì, perché gli animali andrebbero avvicinati, secondo me, a partire dal loro habitat naturale, non addomesticati o perlomeno il meno possibile.

Avere ben presente il corpo, i movimenti, l’odore, il calore, le abitudini degli animali, aiuta i bambini a capire anche i comportamenti dell’uomo come essere inserito nella natura. E, indirettamente, creerà curiosità e interesse per i mestieri legati alla terra: agricoltori, allevatori ecc., che saranno oggetto di studio, più in là, quando impareranno le attività umane e la geografia.

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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6 risposte a Impariamo le scienze con piante e animali

  1. 6cuorieunacasetta ha detto:

    Un post molto interessante: sono d’accordo anch’io nell’avvicinare alla scienza i bambini con gli animali e le piante. Oltre al piccolo chimico (che adoravo!), si trovano oggi in rete degli splendidi esperimenti che sono facili e irresistibili.
    Un’ultima cosa: quanto avrei voluto, al liceo, lavorare nel laboratorio di chimica… ma in tre anni ci siamo entrati solo due volte. Che peccato!

  2. Anthea ha detto:

    Molto interessante il tuo post e anche le considerazioni sullo scoraggiare o meno i ragazzi. Rispetto al primo punto direi che le tue idee sono molto buone e per quanto riguarda il giardinaggio potrebbe essere invitato qualche nonno: se i nonni insegnano il giardinaggio e l’amore per la natura ai bambini questi possono insegnare l’informatica ai nonni: l’obiettivo sarebbe il legame tra generazioni apparentemente distanti. Per quanto riguarda la seconda cosa credo sia giusto che i ragazzi seguano la strada per la quale si sentono portati ma è importante che gli adulti diano informazioni molto chiare circa le richieste del mercato del lavoro oggi per non illuderli: ai giovani spetta, poi, la scelta finale.

    • tatagioiosa ha detto:

      Capisco il tuo punto di vista, soprattutto come madre, Anthea, rispetto alla scelta del lavoro per i giovani. E’ anche importante, da parte degli adulti, non far passare l’idea che si trovi lavoro ben retribuito solo facendo l’ingegnere, l’avvocato, il dirigente della P.A. ecc., insomma tutte quelle professioni rassicuranti che i nostri genitori ci raccomandavano.

  3. tatagioiosa ha detto:

    Grazie Palmy, sei una fonte inesauribile… di fonti! Leggerò con interesse il link che mi hai mandato e terrò a mente l’invito del prossimo lunedì.

  4. Palmy ha detto:

    L’approccio Nature Study è ottimo per cominciare ma anche per continuare, il tuo contributo è molto interessante. Così come è interessante ciò che dici sullo scoraggiamento precoce delle nostre vocazioni: quante parole potevano essere evitate da parte degli adulti che ci hanno educato… ricordiamocelo ora nei confronti delle nuove generazioni! Ti lascio anche un link per approfondire: http://handbookofnaturestudy.blogspot.com/
    E ti invito fin d’ora il prossimo lunedì sul mio blog…

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