Io vado al Carnevale di Ivrea. E voi?

Domani parto e vado al Carnevale di Ivrea.

Semel in anno licet insanire, una volta l’anno è lecito impazzire, si dice e si diceva un tempo a proposito del carnevale. Credo che questo abbiano pensato gli abitanti di Ivrea quando hanno preso a festeggiare tirandosi addosso pesantissime, coloratissime (e costose) arance. Pare che ne arrivino in gran quantità dalla Sicilia, ora che la manifestazione è abbastanza famosa da richiamare turisti da tutto il mondo.

Battaglia delle arance - foto M. Gjivovich

Battaglia delle arance – foto M. Gjivovich

A istinto, mi sembra un rito davvero “grasso”, in piena sintonia con lo spirito originario del carnevale di un tempo.

Sto leggendo (ormai da sei mesi, perché è un tomo da più di 600 pagine) Il “Viaggio in Italia” di Goethe e in questi giorni sono arrivata proprio al capitolo sul Carnevale di Roma. All’epoca, via del Corso, che collega piazza del Popolo con piazza Venezia, si trasformava in un gigantesco percorso per carri, maschere e burloni di ogni genere, ai cui scherzi non ci si poteva sottrarre perché la polizia papale lasciava correre qualsiasi cosa.

Leggete questo passo con cui Goethe inizia la descrizione del carnevale del 1788:

Il Carnevale di Roma non è una festa che si offre al popolo ma bensì una festa che il popolo offre a sé stessa. Il governo non fa né preparativi né spese. Non illuminazioni, non fuochi artificiali, non processioni splendide, ma un semplice segnale che autorizza ciascuno ad essere pazzo e stravagante quanto gli pare e piace, ed annunzia che, salvo le bastonate, e le coltellate, tutto è permesso”.

Oltre alla parte sul Carnevale, tutto il libro è splendido e ve ne consiglio caldamente la lettura.

Dopo questa digressione romana (il mio cuore, si sa, batte sempre anche lì…), dicevo che domani sarò a Ivrea armata non di arance, ma di una sana curiosità per questa festa che ha origini medioevali e rievoca la ribellione del popolo eporediese (gli abitanti si chiamano così!) contro il tiranno che lo opprimeva ed affamava.

E voi? Quali interessanti e magari poco noti Carnevali vi apprestate a frequentare, anche solo per un giorno? O appartenete alla schiera discreta che non sopporta questa festa fin da quando, da piccoli, vi costringevano a mascherarvi da Zorro o da fatina?

Lasciate una traccia, magari con qualche link, e segnalerò questi carnevali italiani nel prossimo post.

Annunci

Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
Questa voce è stata pubblicata in La giornata e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Io vado al Carnevale di Ivrea. E voi?

  1. Geillis ha detto:

    Quest’anno volevo prendere la macchina fotografica e andare a fare foto al centro di Roma, ma sono a casa con la febbre, e mi sa che per martedì non farò in tempo a rimettermi in piedi…allora, buon carnevale!!!

    • tatagioiosa ha detto:

      Carissima Geillis, che bello ospitarti di nuovo in queste pagine! Sei fra le “fonti” romane che frequento più volentieri, mi mancherà il tuo reportage carnevalizio. Riguardati e, se hai tempo, passa a vedere il prossimo post su Ivrea.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...