Il giorno più triste

Non sono mai stata una fan del Vaticano e dei suoi avvenimenti, nemmeno quando abitavo a Roma. O quando, da bambina, andavo a scuola dalle suore.

Però devo ammettere che uno scenario come quello di oggi proprio non mi aspettavo di vederlo: il Papa che lascia San Pietro e se ne va in esilio a Castegandolfo con l’elicottero, mentre le televisioni di tutto il mondo commentano la dipartita descrivendo le bellezze dei Castelli romani.

Ma che cos’è, un film di Nanni Moretti, di Hollywood o di Almodovar?

Per i romani, per tutti, anche per i mangiapreti, il Papa è un simbolo della città eterna, delle piccole grandi sicurezze di una capitale della storia, di una città che ne ha viste tante ma non ne teme davvero nessuna. Ora nemmeno il detto “morto un papa se ne fa un altro” può rappresentare più un certo tipo di filosofia popolare tipica di Roma.

Ma mentre piovono meteoriti, si scatenano terremoti e vulcani e qualcuno parla seriamente della presenza degli alieni sulla terra, chi vuoi che noti queste cose…

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Informazioni su tatagioiosa

Dentro di me sono sempre stata una tata, fin da bambina quando accudivo e cullavo le bambole come se fossero vere. Nel frattempo ho girato il mondo, ho scritto e letto tanto per lavoro e per passione, ho cresciuto e sto crescendo figlie insieme ad uomo davvero speciale. La tata che è in me mi ha portato su una nuova strada, fatta di asili, filastrocche, gesti sensati, lontani dalla quotidianità come la conosciamo tutti.
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2 risposte a Il giorno più triste

  1. Geillis ha detto:

    non sono neanche una fan del Vaticano, essendo non credente da tantissimi anni. Il precedente papa (e non me ne vogliano i cattolici) mi ha sempre lasciato un po’ diffidente, non so, mai convinto del tutto. Di questo apprezzavo invece la cultura, il fatto di essere palesemente fuori dagli intrighi, anche la sua germanità che, ne sono sicura, ne ha fatto un uomo integerrimo, fuori dai giochi di palazzo ( e poi aveva un gatto, cosa che apprezzo moltissimo). Il fatto che abbia rinunciato non lo vedo come una vigliaccheria, ma come un gesto di responsabilità, lo apprezzo moltissimo, e anche un atto di coraggio.

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